DISABILITÀ: inclusione e accessibilità devono essere le parole d’ordine

 

In Italia i cittadini disabili sono più di quattro milioni. Una parte di popolazione che resta marginalizzata, quasi invisibile agli occhi dei più, che quotidianamente deve affrontare barriere fisiche e culturali che rendono complesse anche le azioni più semplici.
Risulta quindi fondamentale che la discussione su questi temi parta dalla necessità di estendere e di implementare i diritti, nei luoghi di lavoro, nelle città, nei luoghi dell’istruzione e della formazione, per andare a costruire politiche di sostegno volte all’inclusione e alla piena integrazione delle persone con disabilità. Proprio ieri a Roma, un’iniziativa organizzata dalla CGIL Nazionale, “Tutti sotto lo stesso cielo? – Eguaglianza e Libertà”, affrontava il tema della disabilità, legato alla proposta della Carta dei Diritti Universali del Lavoro, verso un modello inclusivo e accessibile.
Ad oggi, l’assistenza sanitaria non copre completamente la spesa per le cure mediche che sarebbero necessarie per tutte le persone affette da patologie invalidanti, soprattutto per quelle molto rare, che contano meno di una decina di casi in Italia. Edifici e spazi pubblici, mezzi di trasporto pubblico, luoghi di lavoro, spesso non sono ancora attrezzati per essere accessibili anche per le persone con disabilità. Inoltre, ancora oggi, sono molte le barriere culturali all’integrazione dei disabili nella società. Questo percorso, dovrebbe partire, ovviamente, dagli ambienti scolastici, grazie anche ad un quadro legislativo italiano molto avanzato, rispetto a quello di altri paesi europei. Purtroppo però, la condizione del costante sottofinanziamento della scuola italiana rende ulteriormente più difficoltoso garantire la piena integrazione dei disabili nelle aule. Mancano fondi per il sostegno, per le attività e gli strumenti didattici specifici e mancano fondi per abbattere le barriere architettoniche che ancora in troppe scuole sono presenti, secondo il rapporto Legambiente il 20% delle scuole non possiedono i requisiti di accessibilità.

La tematica, nella Legge di Bilancio non viene affatto affrontata con l’obiettivo della piena integrazione e di una maggiore accessibilità: non sono previsti fondi per l’eliminazione delle barriere architettoniche presenti nelle strutture scolastiche, al fine di rendere accessibile a tutti ogni spazio scolastico, risulta ancora assente uno stanziamento di fondi sufficiente a coprire il numero necessario di assistenti di sostegno nelle scuole, che ad oggi, registra un numero pari a circa un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità, un risultato mediamente vicino agli standard previsti dalla legge vigente, non fosse che si registrano estreme diseguaglianze sui vari territori, al sud infatti il numero di ore svolto da ogni docente sfiora picchi molto alti, innalzando le proporzioni rispetto alla media europea. In direzione del tutto opposta invece, la Legge di Bilancio, prevede lo stanziamento di 23,4 milioni per le scuole paritarie che accolgono alunni disabili, delineando un’unica possibilità di scelta per chi necessita assistenza. Crediamo che questo sia profondamente sbagliato e ingiusto, chiediamo un cambio di direzione in questo senso, diretto alla piena accessibilità per tutti e per tutte, anche e soprattutto per coloro che hanno difficoltà economiche e non potrebbero permettersi particolari strutture, e che devono potersi affidare pienamente al ruolo della scuola pubblica.

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