Troppi Diplomati si pentono, è necessario ripensare il sistema dei cicli

Uno dei più grandi interrogativi che, ancora oggi, attanaglia ogni studente è sicuramente la scelta che ci si trova a dover prendere una volta completato il percorso superiore di studi. Secondo un recente studio di AlmaLaurea e AlmaDiploma il 58% degli studenti diplomati sceglie di continuare gli studi, il 7% studierà e lavorerà, mentre il 17% sceglie di cercare da subito di entrare nel mondo del lavoro. A prescindere dalla scelta che gli studenti prendono al termine del quinto anno il dato che crediamo debba essere attenzionato è quello per cui il 47% dei diplomati dichiara apertamente di essersi pentito dell’indirizzo scelto a 14 anni con una conseguente indecisione rispetto al proprio futuro, formativo e professionale.
Questi dati ci portano inevitabilmente ad una considerazione negativa rispetto all’attuale sistema dei cicli scolastici e di orientamento del sistema d’istruzione Italiano. Ad oggi infatti lo studente di 14 anni si trova di fronte ad una scelta estremamente cruciale: scegliere se intraprendere studi classici o scientifici piuttosto che professionalizzanti o tecnici in un momento della vita adolescenziale particolarmente complesso come quello rischia di essere, o nel caso di quel 47% è, altamente penalizzante e riduttivo. Quello che crediamo possa essere più giusto sarebbe ripensare il sistema dei cicli in modo da renderlo inclusivo e non esclusivo, permettendo ad ogni singolo studente di non dare un taglio netto alle proprie possibilità, prevedendo possibilmente un biennio unico per tutti, che sia in grado di fornire agli studenti una formazione di base, così da arrivare, attraverso un percorso di orientamento chiarificante, ad un triennio fortemente specializzante che porti alla costruzione di un ponte più solido rispetto alle prospettive future.
Finché non arriveremo ad un ripensamento generale di questo sistema le conseguenze continueranno a ricadere su quelle migliaia di giovani che si troveranno di fronte ad una serie interminabile di possibilità, senza certezze reali rispetto al proprio futuro, giovani che nella peggiore delle ipotesi rimangono inoccupati per troppo tempo a causa di una scelta fatta troppo presto.

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