Pubblicato il 04/03/2009 – Commenti: 5
5 IN CONDOTTA E DEBITI FORMATIVI: PAGANO SEMPRE GLI STUDENTI
Il 70% degli studenti ha un debito, oltre 34000 i 5 in condotta. La scuola è in fallimento
Mentre sul fronte della scuola primaria il movimento dei genitori e dei docenti porta a casa il grande risultato di aver reso evidente che le famiglie italiane non vogliono il maestro unico, i dati sugli scrutini del primo quadrimestre dipingono un quadro allarmante della nostra scuola.
Aumentano le insufficienze, soprattutto al sud, e viene fuori che 2 studenti su tre hanno almeno un debito. I giornali hanno titolano che è finalmente arrivata l’epoca del rigore, ma noi sappiamo che dietro un debito e, come epilogo finale, una bocciatura, c’è il fallimento non di una persona ma di un sistema, quello scolastico, che fa acqua da tutte le parti.
Sembra la colpa sia di noi studenti che non ci impegniamo e siamo fannulloni. Ma viene fuori che le la maggior parte delle insufficienza sono al sud e nelle isole, quindi proprio nelle zone in cui le condizioni di vita (e quindi di studio) sono più difficili. L’altro dato è che le scuole con maggiori debiti sono gli istituiti professionali, le scuole dove ci sono più studenti che vengono da situazioni economiche e sociali difficili, tanti migranti, molti disabili.
Oggi la Gelmini ha presentato le linee guida per la nuova materia introdotta dal suo decreto, “Cittadinanza e Costituzione. Bene che il ministro abbia recepito le richieste dei presidenti di Consulta, che la Rete si impegnerà a difendere, male che l’iniziativa risulti l’ennesima operazione di make up per nascondere la grave situazione delle nostre scuole.
Come si può parlare di cittadinanza e costituzione quando la nostra scuola fallisce la sua missione costituzionale di formare cittadini, quando non riesce a garantire il recupero delle carenze formative, quando non riesca ad essere motore sociale, quando non garantisce pari opportunità nelle possibilità di costruirsi una vita e di avere un lavoro?
Recentemente una ricerca dell’OCSE (“Growing Unequal?”) ha stabilito che proprio in Italia le possibilità dei giovani e dei minori di essere poveri sono molto superiori a quelle del resto della popolazione, in misura superiore a quanto avviene in europa.
Rischio povertà e poche possibilità di avere un’istruzione di qualità: un mix letale per noi. E dopo i tagli della Gelmini anche le aree di eccellenza non hanno più soldi per andare avanti, e la dispersione scolastica sale.
I dati del ministero parlano di questo, non di rigore, non di efficenza, ma di una scuola che proprio non ce la fa. Che non ci da un futuro, e l’unica soluzione individuata dalla maggioranza di governo e “non occuparsene”. Chi non ce la fa vada in strada, si trovi un lavoro, magari in nero, magari nella criminalità organizzata.
Mentre l’opinione pubblica giosce per i buoni risulati per la caccia al discolo-fannullone.
Per questi motivi scenderemo in piazza in tutte le città il 18 marzo insieme alla FLC CGIL e svolgeremo una grande assemblea a Palermo sulla condizione degli studenti al sud. Si moltiplicano anche le iniziative territoriali e le assemblee, mentre continuiamo il nostro lavoro di assistenza agli studenti a cui non vengono garantiti i corsi di recupero e sono vittima dell’uso improprio del 5 in condotta (è impossibile che i 34000 e passa casi rispondano ai casi elencati nella normativa attuale…).
Nicolò ha scritto:
il 2009-03-06 11:23:00
di grazia, non capisco il collegamento tra il 5 in condotta e lo stato di disagio delle scuole del sud. Grazie saluti
Redazione ha scritto:
il 2009-03-06 20:26:25
se il 5 in condotta fosse dato secondo criteri precisi, come quelli attualmenti presenti nella normativa, non ci sarebbe differenze tra aree geografiche e tra tipi di scuola… evidentemente dipende da altri fattori… purtroppo è la dimostrazione che il 5 viene utilizzato per scaricare i “problemi”, cioè gli studenti con più difficoltà, che hanno meno successo nella carriera scolastica. i docenti danno il 5 e bocciano in modo da esporre gli studenti “bulli” e”fannulloni”alla pubblica indignazione, e tanti saluti.
nicolò ha scritto:
il 2009-03-09 11:53:00
Il 5 in condotta è solo un voto dato in base al comportamento e non è influenzato dal tipo e dalla collocazione della scuola; è solo una misura introdotta per colpire in modo duro gli atti di bullismo e di poca scolarizzazione presenti in diverse realtà italiane. In più si aggiunga che per avere il 5 bisogna aver commesso degli atti al limite della legalità, secondo la normativa, e ciò in circostanze “normali” non si dovrebbe verificare. L’ aspetto forse sottovalutato è che il voto in condotta è un voto che fa media e, non essendo poi impossibile arrivare ad un sette o ad un otto, penso che questo voto venga a beneficio di noi studenti. Saluti e grazie dell’attenzione
Giulio ha scritto:
il 2009-03-12 16:04:00
Purtroppo, Nicolò, tante belle parole e una capacità di metterle assieme che fa vagamente pensare a quella di qualche dipendente del ministero non cambiano la realtà: siamo costretti ad aprire giorno dopo giorno vertenze per tappare i buchi lasciati da un uso scellerato del cinque in condotta che, mi dispiace dirtelo, cambia parecchio da zona a zona. E permettimi di contraddirti anche sui vantaggi teorici del voto in condotta che fa media, perchè conosciamo bene sia noi che il tuo ministro il funzionamento di certe strategie ad effetto domino: si mina un punto importante di una legge (come la separazione tra valutazione dell’apprendimento e valutazione del comportamento, nel caso dello Statuto) e si prosegue smantellando, mattone dopo mattone, tutta la legge.
kiara ha scritto:
il 2009-04-01 18:04:00
Ciao a tutti io sono daccordo con le affermazioni di Nicolò,poichè il 5 in condotta viene applicato solo in casi estremi e non è una giustificazione per attaccare anche da questo punto di vista le nuove riforme scolastiche;inoltre la presenza di tante insufficenze al sud dovrebbe farci pensare non ai provvedimenti scolastici della Gelmini ma all’elevato grado di analfabetismo, vandalismo e bullismo presente ora nelle regioni meridionali che dimostra l’arretratezza del nostro paese a causa di un governo sbagliato.