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Resoconto della Conferenza stampa di lanciop della campagna
Gli studenti parteciperanno alla manifestazione nazionale dei pensionati…
Terza Edizione della Mobilitazione Mondiale contro la povertà e per gli Obiettivi di Sviluppo del
Parlamento e Governo lavorano a un attacco senza precedenti ai diritti degli studenti migranti
Il caro libri è un problema immenso per studenti e famiglie…
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DIRITTO ALLO STUDIO E CITTADINANZA




Pubblicato il 27/02/2009 – Commenti: 0
APPELLO STUDENTESCO PER IL 5 MARZO
Gli studenti parteciperanno alla manifestazione nazionale dei pensionati

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APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE STUDENTESCA ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 MARZO DEI PENSIONATI DELLO SPI

Il nostro Paese sta attraversando, assieme al resto del mondo, una crisi economica di portata straordinaria.
È questa una crisi che non solo mette in discussione l’economia e il modello di sviluppo economico su cui il mondo si è basato sino ad oggi ma è una crisi di portata tale da stravolgere l’intero sistema sociale dei Paesi più sviluppati.

Le conseguenze di questa crisi vanno a ricadere per la maggior parte, a cause delle errate politiche del Governo, sulle fasce più deboli della popolazione. Le medesime errate politiche del Governo si basano su provvedimenti tampone che non solo non sono in grado di fare uscire il nostro Paese da questa crisi, ma che rischiano di farlo ripiombare in essa in maniera ancora più drammatica in brevissimo tempo.
Le soluzioni operate dal nostro Governo inoltre, anziché fare leva sull’unità del Paese e sull’apporto che ognuno può dare contribuendo ad un ampio progetto di rilancio della nostra economia e del nostro sistema sociale, insistono su tentativi di divisione proprio fra coloro che maggiormente stanno pagando il prezzo di questa crisi, contrapponendo anziché armonizzare, le esigenze delle giovani generazioni e degli anziani, le esigenze degli italiani alle esigenze dei migranti, le esigenze del sud alle esigenze del nord, le esigenze delle donne alle esigenze degli uomini. Si va così a incentivare una cultura che vede come un nemico e non come un alleato colui che vive il mio stesso disagio sociale, nemico da annientare perché possano essere soddisfatte le mie peculiari esigenze.
Le risposte a questa crisi devono invece passare per uno sviluppo globale del nostro Paese e della nostra società, per questo siamo convinti che le soluzioni debbano avere al centro la ricostruzione del tessuto sociale del nostro Paese, a partire dalla solidarietà fra studenti, lavoratori e pensionati.
 
La difesa della Costituzione e della Democrazia

Le manifestazioni di questi mesi assumono un valore aggiunto rispetto alla sola richiesta di risposte differenti da quelle fornite dal Governo per uscire dalla crisi. L’operato del Governo, ed in particolare gli ultimi suoi provvedimenti, mettono in discussione la Costituzione ed i suoi valori fondanti. La Carta Costituzionale rappresenta per noi un sistema certo di regole condivise che trovano fondamento indimenticabile nei valori portati avanti da coloro che hanno combattuto una guerra di liberazione per ridare un assetto democratico al nostro Paese, valori che ancora oggi sono attuali e non possono essere messi in discussione. La Carta Costituzionale garantisce il rispetto dei ruoli istituzionali del Governo. Scendere in piazza insieme studenti e pensionati significa per noi tutelare quella Costituzione e tutelare la democrazia nel nostro Paese.
I processi economici italiani sono profondamente influenzati da meccanismi di regolazione mondiali. Ed anche le scelte sullo sviluppo sociale compiute dal nostro Paese non possono prescindere dall’analisi del contesto mondiale e dal nostro essere parte della Comunità Europea, sfruttando questa appartenenza come una risorsa e non come un peso fatto di vincoli e parametri da rispettare. Scenderemo in piazza insieme, studenti e pensionati, per chiedere che a questa crisi globale vengano date risposte globali, che mirino ad annullare e non ad acuire le differenze.

L’investimento sulla formazione

La crisi economica chiede di saper immaginare un nuovo sviluppo, un nuovo modello di crescita, nuovi meccanismi di regolazione del mercato e del mondo del lavoro. Non possiamo accettare che questo si traduca in un attacco ai diritti e ai salari, che si scelga ancora una volta la strada di pagare meno i lavoratori per ridurre i costi della produzione. Anche perché sappiamo che, in questo momento di crisi mondiale, è inutile quanto improduttivo tentare di uscire dalla crisi cercando la competizione con gli altri Paesi su questo piano. Chiediamo invece una vera svolta, che produca un cambiamento nei nostri parametri di sviluppo, uno sviluppo che sia stabile e eviti la permanenza della crisi o il cronicizzarsi dei sui effetti.
L’unica risposta è un modello che metta al centro le persone, con le loro possibilità di crescere e di formarsi nel tempo, un sistema che sviluppi le opportunità di ciascuno sfruttando tutto quel potenziale di idee e di innovazione che il nostro Paese in questo momento sceglie di sprecare. Per questo è importante tornare a investire quantitativamente e qualitativamente nel sistema di istruzione e formazione, rinnovandone il ruolo verso la prospettiva di una formazione lungo tutto l’arco della vita. Scuola, università, formazione professionale non possono più essere settori slegati e serbatoio di risparmi, ma devono essere inseriti in un processo di ricostruzione del nostro tessuto sociale, economico e produttivo.

Un nuovo modello di welfare e una nuova idea di cittadinanza

La crisi che stiamo vivendo ripropone con maggiore urgenza l’esigenza di dotare il nostro Paese di un differente sistema di welfare che abbia tra i suoi pilastri il diritto ad una piena cittadinanza per tutti. Gli Enti Locali ed i servizi che possono da loro essere offerti giocano un ruolo chiave nel raggiungimento di questo obiettivo. È necessario che il diritto alla salute sia un diritto esigibile per tutti e che tutti siano educati ad un’attenzione costante ed alla prevenzione, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche e dalla propria residenza e dal proprio domicilio. È necessario che il diritto alla mobilità sia un diritto esigibile per tutti, a partire dalla possibilità di accedere ai trasporti locali a prezzi calmierati ed adeguati alla propria condizione economica. È necessario che anche il diritto alla casa sia un diritto esigibile per tutti, tanto per gli studenti fuori sede quanto per i pensionati, quanto per le famiglie, spesso in difficoltà in un mercato degli affitti in cui i costi crescono molto più velocemente degli aumenti di salari e pensioni ed è quindi necessario che in tutti i Comuni siano resi disponibili i finanziamenti per investire in nuove politiche abitative. È necessario che la piena cittadinanza di giovani ed adulti si possa esercitare attraverso il diritto alla socialità ed è quindi necessario che siano messi a disposizione adeguati spazi aggregativi per tutti. È necessario che il peso del lavoro di cura ed assistenza familiare, in crescente aumento e sempre più a causa delle sempre più scarse possibilità di fronteggiare tali esigenze in maniera differente, smetta di essere un peso sulle spalle delle donne, sempre più spesso a carico anche delle giovanissime ed è quindi necessario che vengano messe in campo adeguate politiche sociali. Il Governo ha invece scelto di tagliare i fondi destinati agli Enti Locali. Scenderemo in piazza insieme, studenti e pensionati, per chiedere al Governo di invertire questa tendenza e di aumentare le risorse da dedicare alla contrattazione sociale.

 

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