Pubblicato il 18/09/2008 – Commenti: 2
EMERGENZA BALLISMO / PER SMASCHERARE LE BALLE SULLA SCUOLA
Ogni bullo che si rispetta dice le bugie per nascondere le proprie malefatte.
Anche quelli al Governo, che s’inventano emergenze immaginarie e revival feticisti pur di nascondere la verità ai cittadini che li hanno votati.
La parodia degli anni ’50 – maestro unico, voto di condotta, grembiule – è solo un altro spot per cercare di far dimenticare i TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA e l’assenza di idee e progetti per rilanciarne ruolo e finalità.
Il guaio è che se nessuno la racconta giusta qualcuno finisce pure per crederci.
La vera emergenza della scuola sono le balle della Gelmini.
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Armando ha scritto:
il 2008-10-09 12:14:00
Cara ReDS, nel 1968 avevo 18 anni ed ho lottato per le stesse cose per cui lottate voi oggi: i diritti non sono mai ottenuti una volta per tutte. Oggi vado con mia moglie e mia figlia a tutte le manifestazioni contro questo governo di fascisti, faccendieri e veline che è più determinato di allora a fare a pezzi lo stato sociale e tutto ciò che è cosa pubblica. (Almeno i governi D.C. di allora non volevano la distruzione della scuola pubblica). Van bene gli scioperi, i cortei e le occupazioni delle scuole, ma non basteranno a fermare la Gelmini: lei e la sua banda se ne fottono di una scuola pubblica in sciopero, per loro la scuola pubblica può anche morire, l’importante è che ne guadagni la scuola privata. Bisognerà mettere i bastoni tra le ruote a tutto ciò che li riguarda, in poche parole impedire loro di…distruggere. Come? Cercate di fare un fronte unico con gli operai, ci sarà da occupare strade, ferrovie, aeroporti, scuole private, prefetture, palazzi del potere. E’ una rivoluzione? Non escludete niente. Cacciare questo governo non sarà facile. Cari studenti, cari giovani, sarà dura, ma chi la dura la vince. Armando
Antonio ha scritto:
il 2008-10-10 23:32:00
Mi spiace armando contraddirti in questo contesto comune in cui gli studenti, come in ogni epoca, cercano di farsi sentire. E’ dal 68 che vi illudete di fare sta benedetta rivoluzione operaia e non l’aveta mai fatta nè mai riuscirete a farla. Non è così che si contrasta il potere. Non è dicendo per 40 anni compagni occupiamo strade vie e piazze che faremo a meno del petrolio e delle banche e degli editori dei libri di testo. Ci vuole ben altro per impensierire chi comanda. Per esempio alle scorse elezioni siete andati a votare, cosa? Dove erano tutti quelli che oggi protestano? Cosa vi costava allora farvi sentire e andare in massa in piazza a dire: chi andrà al governo dovrà occuparci di noi? La scuola da sempre è in crisi, e viene fuori solo a frittata fatta. No, se tu proclami la tua rivoluzione quando il misfatto è avvenuto è meglio che non ci vada neanche tu al potere. E prima delle prossime elezioni, sarete in grado di riunirvi come fate ora e di chiedere una riforma? Non credo. E che aveter proposto in alternativa a questa -sciagurata- riformetta? Niente. Non è dicendo questo non va e questo neanche che si risolvono i problemi. Bisogna anche sapere proporre. Che contrasta con gli intenti rivoluzionari di protesta 68ini, che protestano e basta, sterilmente, senza mai proporre nulla di nuovo. Can che abbaia.. e chi comanda lo sa. Un saluto.