Pubblicato il 18/12/2008 – Commenti: 5
I 4 DELL’APOCALISSE…
Il governo approva 4 regolamenti su orari, oprganizzazione del istema scolastica e istruzione tecnica e professionale
Dopo che la Gelmini ha cercato pochi giorni fa di rassicurare tutti dicendo che avrebbe spostato la riforma della scuola secondaria e frenato su alcuni punti dell’azione di governo per consentire un maggior “confronto”, ecco che presenta quattro regolamenti al consiglio dei ministri che stravolgono la vita delle scuole già a partire dal prossimo anno.
Vediamo più approfonditamente quali sono le novità introdotte e quali saranno i tempi di applicazione.
Il metodo utilizzato
Partiamo con il comprendere il metodo utilizzato, molto barocco e in alcune parti farraginoso; i regolamenti derivano dall’atto di governo n°36, cioè il piano programmatico presentato al Parlamento dal governo per applicare i tagli previsti nel famoso articolo 64 del decreto 133.
Diversi passaggi quindi: il decreto 133, che stabilisce della aree di risparmio in maniera generica, il piano programmatico presentato in Parlamento e, oggi, i regolamenti che attuano il piano stesso. Va detto che ad ognuno di questi passaggi sono corrisposte modifiche, variazioni, che la Gelmini ha apportato per venire in contro alle difficoltà che in ogni caso il movimento di questi mesi le ha posto.
Modifiche per strizzare l’occhio a questa o a quella sigla sindacale o professionale, modifiche per spaventare l’opposizione, atti di forza. Il risultato è che l’impianto generale barcolla, e molte sono le difficoltà sul piano formale.
I regolamenti
Vediamo comunque, attraverso le bozze che sono circolate in questi giorni, quali sono le principali novità.
I regolamenti presentati sono quattro, ma gli ultimi due sono stati solo presentati e ancora in corso di analisi da parte del governo:
1.riordino della scuola d’infanzia, primaria, e la secondaria diprimo grado(scarica la bozza);
2.riorganizzazione della rete scolastica e la razionalizzazione delle risorse umane(scarica la bozza);
3.riorganizzazione dei licei (scarica la bozza);
4.riforma dell’istruzione tecnica e professionale (scarica la bozza);
I tagli e il federalismo nascosto
I punti più salienti riguardano sicuramente l’applicazione dei tagli, con la riduzione delle ore fin dalle elementari, la drastica riduzione del personale e il ri-dimensionamento del sistema scolastico.
Sulla scuola elementare si conferma il maestro unico, rendendo chiaro che le ore diminuiranno e che non esisterà più il tempo pieno come è stato fin’ora. Su questo come su altri punti dei regolamenti vengono introdotti degli strumenti che di fatto disgregheranno il sistema scolastico a seconda delle regioni e delle zone del paese, perché conterà di più quanto gli enti locali potranno investire sull’ampliamento dell’offerta formativa, che a livello nazionale sarà ridotta all’osso.
La riorganizzazione della rete scolastica prevede criteri per l’uso delle strutture e del personale che si basano solo su parametri organizzativi e amministrativi, levando via qualsiasi principio pedagogico e senza che traspaia in alcun modo una missione che si vuole dare a questa riorganizzazione.
I danni alla secondaria
Il riordino dei licei e degli istituti tecnici e professionali riporta a galla la divisione netta tra percorsi differenziati all’interno del sistema di istruzione, con un percorso (i licei) che porta all’università e uno che avvia al mondo del lavoro dequalificato e a basso costo (i professionali).
Nel riordino dell’istruzione tecnica e professionale scompaiono molti indirizzi, riconducendo tutto ad alcune macro aree che al loro interno si distinguono in sottoindirizzi. Ma il tutto sembra più un esercizio di ordino formale, che rischia di spazzare via le sperimentazioni e le esperienze migliori.
Su tutta l’area tecnico professionale pesa poi la riduzione delle ore, anche questa fatta in maniera indifferenziata e senza un criterio generale che sia diverso da quello del risparmio.
Assolutamente fuori dal tempo sono le proposte sui quadri orari e sulla discipline, sia per i licei che per gli istituti tecnici e professionali, che riportano il dibattito sulla scuola a prima dell’autonomia scolastica, introducendo ore opzionali non meglio identificate.
Le ore da 60 minuti
Infine la chicca delle ore che da 50 diventano da 60 minuti; il tentativo è quello di far coincidere ore di lavoro con le ore di lezione, per avere una semplificazione burocratica. Un principio assurdo, che lede il buonsenso e danneggia la didattica: con le ore da 60 minuti, ad esempio, in alcune scuole tecniche e professionali costringono gli studenti sui banchi per tempi lunghissime e ingestibili. La durata delle ore è un annoso problema, Rete studenti medi ha aperto vertenze in molte regioni contro i provveditorati regionali che hanno provato in passato a riportare lo stesso schema.
Una buona soluzione sarebbe quella di far recuperare ai docenti i minuti rimanenti dalle ore da 50 minuti o comunque inferiori a 60, nelle attività di recupero, sostegno e nelle attività integrative.
Chiudere la scuola invece di riformarla: ecco il vero piano del governo!
In definitiva, il governo conferma ancora una volta di non volere una riforma della scuola, ma di volerla semplicemente chiudere.Una vera e propria apocalisse quindi, che non siamo disponibili veder realizzare, perché sul nostro futuro non siamo ancora disposti a cedere. Li abbiamo rallentati, possiamo anche fermarli!
su questo argomento vedi anche:
Ghita ha scritto:
il 2008-12-18 21:51:00
tu scendi mariastella, regina del cieeeloo.
Paolo ha scritto:
il 2008-12-21 23:06:00
“Una vera e propria apocalisse quindi, che noi non siamo disponibile a lasciarli fare.” Passa meno tempo su Internet e più in aula a studiare Italiano!
Rete degli studenti ha scritto:
il 2008-12-23 21:43:00
grazie della segnalazione Paolo, troppe revisioni ledono alla sintassi. ci scusiamo con tutti i lettori per gli errori di grammatica e di sintassi!
Emanuela ha scritto:
il 2008-12-31 17:24:00
Mi chiedo,perchè la Rete non esprime nessun parere sui recenti eventi che si stanno verificando nella Striscia di Gaza? Che a parer mio ci riguardano da vicino in quanto associazione studentesca,visto che sono state attacate perfino le scuole e le università!
Diva ha scritto:
il 2009-01-06 15:25:00
Tsé, siamo troppo impegnati per le piccolezze degli errori di battitura e di sintassi. Paolo, vai a fare il processo alle centinaia di giornalisti che fanno questi errori su.