Successo delle mobilitazioni del 9 ottobre!
Al via l’autunno vicentino..
La Meloni fa un appello ai docenti, ma è il governo che ha sbagliato tutto
Per i privatisti trattamento di favore per l’accesso all’esame di stato
La cronaca di una grande giornata di protesta…
Pubblicato il 21/09/2009 – Commenti: 0
PRECARI DELLA SCUOLA: NON SOLO SOLIDARIETA’
Perchè è giusto manifestare il 3 ottobre
I precari della scuola rimasti senza lavoro quest’anno sono più di 25000. In realtà un numero preciso di quanti siano, neppure il ministero riesce a farlo; qualcosa di più si saprà nelle prossime settimane quando le scuole avranno finito di stilare gli organici per quest’anno. Organici che rifletteranno le scelte compiute per tenere botta ai tagli: meno ore, meno sperimentazioni, meno corsi di recupero e attività integrative.
Le scuole, senza aspettare la riforma delle superiori che taglierà ulteriormente orari e discipline, hanno già dovuto provvedere quest’anno a ridurre l’offerta formativa per riuscire a tirare avanti con le poche risorse rimaste.
E così ai precari lasciati a casa per il maestro unico e le altre invenzioni gelminiane, si aggiungono quelli che deriveranno da questa spaventosa compressione dell’offerta formativa e dell’attività delle scuole.
I calcoli della Gelmini hanno tutti il segno meno: – investimenti, – insegnanti, – ore, -laboratori, -uscite didattiche. Secondo lei gli insegnati sono troppi, e lavorano poco. Ma se gli insegnanti sono troppi, come mai per licenziarli le scuole sono costrette a ridurre orari e attività? Come mai non ci sono mai insegnanti per i nostri corsi di recupero, tanto da costringerci a ricorrere alle ripetizioni private? Come mai le scuole al pomeriggio sono sempre chiuse, e se qualcuno cerca di fare un’attività pomeridiana si sente rispondere che “ non c’è personale disponibile”?
La Rete degli studenti medi ha avanzato una proposta la ministro Gelmini: i precari “in esubero” vengano subito reintegrati, così da rendere possibile l’apertura delle scuole al pomeriggio e i corsi di recupero per tutte le materie e con un numero di ore pari almeno a quelle obbligatorie per legge.
I precari non sono “esuberi”, sono potenzialmente una ricchezza per noi e per la nostra formazione.
Per questi motivi saremo in piazza accanto ai precari della scuola il 3 ottobre a Roma, nella manifestazione nazionale indetta dai comitati dei precari di tutta Italia e alla quale aderiranno i principali sindacati della scuola.
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