Pubblicato il 19/11/2008 – Commenti: 0
FORUM ASSOCIAZIONI, SEDUTA DEL 18 NOVEMBRE
Il parere della Rete sulla legge 169
In un documento firmato insieme all’Unione degli Studenti, la Rete degli Studenti Medi ha chiarito, nello scorso incontro del Forum, la propria posizione sull’applicazione del D.L.137 convertito in Legge 169, esprimendo la propria contrarietà riguardo al metodo ed al merito del provvedimento.
Abbiamo chiarito la necessità di un processo di condivisione rispetto alle linee guida dell’applicazione degli articoli sul voto in condotta, atto a portare ad una scrittura collegiale di una circolare applicativa.
Tale circolare avrebbe dovuto identificare chiaramente modalità e fattispecie di applicazione, sulla base di quanto avvenuto nella precedente legislatura con il Ministro Fioroni.
Peraltro l’ordine del giorno con cui è convocato il Forum odierno non presenta un punto legato alla discussione dell’applicazione del provvedimento sul voto in condotta.
In allegato vi è però una bozza di Decreto Ministeriale sulla valutazione del comportamento degli studenti. Il nostro timore è che si tenti nella seduta odierna di forzare la discussione su un punto non presente nell’odg.
Sempre sul piano del metodo teniamo a precisare che la nostra richiesta riguardasse la scrittura di una circolare applicativa e non di un D.M., ovvero la scrittura di un atto amministrativo che fornisse alle istituzioni scolastiche l’interpretazione corretta del provvedimento.
La proposta di un D.M. non risponde a questa esigenza. Se da un lato si tratta di uno strumento normativo dotato di maggiore autorità, dall’altro esso può rivestire carattere di fonte normativa secondaria, spostando la definizione dell’interpretazione della norma su un ulteriore circolare del Ministero o delle singole istituzioni scolastiche. Scelta in palese contrasto con quanto da noi richiesto precedentemente che ci pone nell’evidente impossibilità di discuterne nella seduta odierna.
Sul merito dei provvedimenti di cui alla bozza di D.M. rileviamo una nostra contrarietà su alcuni punti:
? Art.1: registriamo ad oggi l’impossibilità di questo provvedimento a rispondere alle finalità indicate, in particolare “verificare la capacità di rispettare il complesso delle disposizioni che disciplinano la vita di ciascuna istituzione scolastica; esercitare in maniera piena i propri diritti all’interno della comunità scolastica; avere consapevolezza dei propri doveri; riconoscere i diritti e le libertà degli altri”.
Riteniamo che non si possa incentrare nessun discorso sulla conoscenza della vita della comunità scolastica, né sull’esercizio consapevole dei propri diritti e doveri fino a quando non vi sia una presa di posizione formale, da parte del Ministero, rispetto alla necessità di mettere tutti gli studenti in condizione di conoscere gli strumenti normativi e regolamentari che regolano la vita della scuola. In particolare, continuiamo a denunciare la mancata distribuzione dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti e dei regolamenti d’istituto, sui quali peraltro dovrebbe essere predisposto un percorso di redazione condivisa con gli studenti.
Non capiamo l’utilizzo di espressioni come “dare significato e valenza educativa al voto inferiore a 6/10” e “realizzare il recupero dello studente”. Ci è oscuro infatti quale apporto al recupero delle situazioni di disagio possa dare il giro di vite imposto sul voto di condotta. Continuiamo a ritenere l’utilizzo del voto di condotta uno strumento di repressione che acuisce e non risolve il disagio, in contrasto con l’obiettivo di realizzare una scuola inclusiva ed accogliente.
È un principio base della valutazione quello di stabilire prima, tra le parti, qual è l’ambito di valutazione, che in questo caso è totalmente indefinito;
? Art.2: è necessario definire l’incidenza del voto di condotta nella determinazione della media dei voti e, per il triennio della scuola secondaria di secondo grado, del punteggio di credito scolastico, anche tramite parametri numerici oggettivi. Riteniamo l’utilizzo del termine “significativo” in riferimento al rilievo della condotta nell’attribuzione dei crediti, un parametro non oggettivo e tendente a far incidere maggiormente il giudizio di condotta rispetto a quello delle singole materie.
Continuiamo a stigmatizzare il fatto che una votazione negativa sul comportamento possa produrre la non ammissione automatica al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo di studi, senza che prima vi sia un percorso di recupero chiaro dello studente.
In particolare, ci preoccupa il fatto che non vengano chiaramente delineate le fattispecie comportamentali, la cui particolare ed oggettiva gravità possa determinare tale grave scelta, il cui unico effetto potrebbe essere l’aggravio del fenomeno della dispersione e abbandono scolastico.
Riteniamo necessario che si faccia chiarezza rispetto all’intento pedagogico di cui all’art.2 c.5;
? Art.3: risulta essere troppo vago ed indefinito senza fornire realmente dei criteri rispetto alle modalità applicative della valutazione del comportamento, tralasciando l’importanza del merito all’interno della valutazione complessiva;
? Art.4: riteniamo necessario eliminare l’idea che la condotta possa essere giudicata con le stesse modalità utilizzate per il giudizio nelle singole materie. Riteniamo che sia meglio chiarire i gradi delle sanzioni, riproponendo quanto afferma la C.M. 72/2006 riguardo alle sanzioni. Non ci è chiaro in che termini si esplichi l’autonomia della funzione docente, all’interno del giudizio del Consiglio di Classe e degli accertamenti che esso è tenuto a svolgere per l’attribuzione del voto inferiore ai 6/10.
Riteniamo inoltre opportuno che si specifichi la presenza dei rappresentanti della componente studentesca, nei suddetti consigli di classe riuniti per discutere dei provvedimenti disciplinari.
Chiediamo inoltre l’immediata attivazione, ove non già in funzione, dell’organo di garanzia provinciale previsto dal D.P.R. 249/98 e successive modifiche e la cui applicazione è citata nella C.M. 371 del 2 settembre 1998. Tale circolare è ampiamente disapplicata e, prima di qualsiasi atto applicativo del voto in condotta, è necessaria la costituzione di tutti gli organi di garanzia e la loro messa in funzione.
Non dimentichiamo infine nella redazione di qualsiasi patto di corresponsabilità o regolamento interno all’istituto deve essere previsto il coinvolgimento attivo e consapevole degli studenti, e non solo delle famiglie. Coinvolgimento che deve essere improntato a meccanismi di democrazia partecipativa e alla pariteticità delle componenti della comunità scolastica in sede di redazione;
? Art.5: chiediamo vengano definite linee guida condivise rispetto a “ulteriori criteri e modalità applicative in ordine alla valutazione del comportamento degli studenti”, con particolare riferimento ai Regolamenti d’Istituto e ai patti di Corresponsabilità, pur nel rispetto dell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche.
Scarica il documento della Rete e dell’UdS