Riunione del forum sul riordino della secondaria e la revisione degli ordinamenti.
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Pubblicato il 16/12/2009 – Commenti: 0
FORUM DELLE ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE – SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2009.
Nessuna certezza da parte del Ministero. “La Riforma partirà”. La Rete chiede il rinvio di un anno.
Ieri, alle ore 15 presso il Salone dei Ministri del Ministero dell’Istruzione in Viale Trastevere, si è riunito il forum delle associazioni studentesche alla presenza del Dott. Max Bruschi, consigliere del Ministro Gelmini. All’ordine del giorno vi era l’aggiornamento in merito al lavoro della cosiddetta “cabina di regia” sul riordino della secondaria e la revisione degli ordinamenti.
I PARERI DEL CONSIGLI DI STATO: UN NUOVO STOP PER LA RIFORMA.
Oggetto principale del dibattito sono stati i pareri espressi dal Consiglio di Stato sui regolamenti su Licei, Istituti tecnici e professionali.
Tali pareri sollevano forti rilievi critici in merito all’autonomia e alla flessibilità, nonché ai nuovi organi collegiali definiti (dipartimenti, comitato tecnico scientifico), evidenziando su questi ambiti uno sfondamento dei limiti della legge di delega («Non è chiaro se il testo predisposto dal ministero si mantenga nei limiti della delega»).
Questi pareri non potevano che essere al centro della discussione del Forum, trattandoosi della terza “bocciatura” dopo i pareri critici di CNPI (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) e della Conferenza Stato-Regioni. Tale parere era peraltro fortemente atteso anche dalle commissioni parlamentari di Camera e Senato, la cui esamina dei provvedimenti costituisce il successivo passaggio nell’iter di approvazione.
CAOS NELLE SCUOLE, LE VOCI DI ULTERIORE RINVIO DELLE ISCRIZIONI
Partendo dalle criticità sull’impianto generale della riforma, che avevamo già espresso in precedenti sedute, abbiamo posto l’accento sulle conseguenze di quanto affermato dal Consiglio di Stato che evidenzia come i limiti della legge di delega corrispondessero alla ”sola ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei diversi piani di studio e relativi quadri orari», mentre i regolamenti si spingono “ben oltre la mera razionalizzazione dei piani di studio e degli orari».
Tale parere critico rappresenta un ulteriore rallentamento nell’iter di approvazione che rende non prive di fondamento le indiscrezioni su di un ulteriore slittamento del termini delle iscrizioni, dal 27 febbraio al 31 marzo. Una situazione di sempre maggiore difficoltà si abbatte dunque sulle scuole che, oggi, non sono ancora in grado di svolgere le attività di orientamento, mentre gli studenti e le famiglie sono lasciati completamente nell’incertezza.
“NESSUNA CERTEZZA, LA RIFORMA PARTIRA'”.
Molte scuole, giunte all’esasperazione, hanno iniziato l’orientamento per gli studenti delle terze medie affidandosi ai vecchi piani orari e proponendo degli indirizzi che gli studenti quasi certamente non si troveranno a Settembre.
Tuttavia tale preoccupazione non tange il Ministero che, alla nostra richiesta di rinvio di un anno dell’entrata in vigore della riforma, afferma, tramite il dott. Bruschi, che “l’unica certezza della Riforma è che partirà il prossimo anno”.
Intanto il Consiglio di Stato ha richiesto maggiori chiarimenti al Ministero al fine di indicare “su quale base abbia proceduto all’estensione dell’oggetto di delega e se le finalità di contenimento della spesa e di razionalizzazione delle risorse umane e strumentali giustifichino l’ampia revisione operata”. Lo stop dato dal Consiglio di Stato è un ulteriore rallentamento al percorso di definizione dei nuovi ordinamenti, cui mancano ancora i pareri delle due commissioni parlamentari, la seconda lettura e approvazione del consiglio dei ministri, nonché tutti i passaggi utili alla promulgazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Quanto fatto notare dal Consiglio di Stato, per quanto non condiviso dal Ministero, merita attenzione: i regolamenti, andando oltre le competenze definite dalla legge delega, paiono andare ad intaccare sia le norme sull’autonomia scolastica, sia le disposizioni riguardanti gli organi collegiali, in particolare per via dell’introduzione dei dipartimenti e dei comitati scientifici, la cui attivazione dovrebbe più opportunamente essere demandata alle singole scuole, sulla base della loro autonomia organizzativa.
VERSO LE INDICAZIONI NAZIONALI.
Nell’affermare la nostra contrarietà alla riforma, nonché la preoccupazione per il clima creato dall’incuria dal Ministero e che non potrà essere risolta sul piano dell’efficacia della comunicazione, abbiamo voluto ribadire che si tratti dell’ennesima dimostrazione dell’assoluta mancanza di un disegno e di un’analisi alla base della riforma. Non viene dunque meno la nostra convinzione che, anziché venire incontro alle nuove esigenze degli studenti e della società, tale “riforma” venga incontro solo ed esclusivamente all’esigenza di fare cassa del Ministro Tremonti.
In attesa di una nuova seduta del Forum in merito alle indicazioni nazionali sui piani di studio, che pare si limiteranno ad abbozzare abilità, conoscenze e competenze dei singoli curricula, lasciando all’autonomia dei docenti di definire i programmi, continuiamo a definire insufficiente e tardivo il confronto avviato e senza un reale intento di condivisione della riforma con il mondo della scuola, la cui richiesta, dagli studenti ai docenti ai genitori, è e continua ad essere il rinvio dell’approvazione dei regolamenti da parte del Consiglio dei Ministri e della loro attuazione a partire dal 2010, fondato sulla rimozione dei tagli previsti dal piano triennale definito nella legge 133/08 art. 64.